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Onde
Pier Paolo Strona, 20 Gennaio 2003


La costruzione di una propria cultura, aperta e in crescita continua, costituisce uno degli aspetti fondamentali della nostra vita. In fondo coincide con la costruzione di noi stessi: sviluppo di capacità critiche di analisi e di sintesi, di capacità di scegliere, di individuare i propri obiettivi di vita più importanti, di prenderne coscienza e di mantenerli con chiarezza attraverso il frastuono dei modelli che ci vengono proposti dal mondo esterno, di saperli anche modificare via via alla luce delle esperienze compiute, capacità di acquisire nozioni, informazioni, conoscenze, che ci permettono di realizzare noi stessi e tendere con tenacia e determinazione a quegli obiettivi, capacità di conoscere sempre meglio se stessi e di chiarire via via razionalmente quelle che prima erano state confuse intuizioni, molle e spinte senza spiegazioni nate magicamente all'interno del nostro essere più profondo.

È un cammino in cui possiamo aiutarci in molti modi, tutti validi in linea di principio, anche se poi ognuno di noi si trova spesso a privilegiarne alcuni, per una sua predisposizione innata, per l'ambiente di origine e di crescita, per il tipo di vita e le attività a cui si dedica; certo, se si riesce a mantenere la più grande apertura a tutte le possibilità esistenti, mantenere la logica del "e e", non entrare in quella del "o o" si evita il rischio di privarsi di possibilità diverse e importanti di allargare la propria sfera di sensibilità e di conoscenza.

Tra le tante strade che possiamo dunque percorrere a costruire quella che abbiamo definito la nostra "cultura", tre sono sicuramente fondamentali: i testi scritti, l'arte e la natura.

Attraverso i libri possiamo acquisire informazioni e conoscenza di ogni tipo, ma soprattutto possiamo conoscere la storia del passato, il pensiero e le esperienze di chi ci ha preceduto in questa vita, rapportarle al nostro presente e trarne insegnamenti e saggezza nel nostro comportamento quotidiano.

L'arte ci educa al bello, sviluppa e affina in noi forme e capacità di comunicazione anche non scritte che vanno dirette al cuore, dà sfogo e potenza alla nostra creatività, aprendoci a nuove sensazioni, a nuove esperienze, a nuovi orizzonti.

La natura, la sua osservazione e soprattutto le attività che possiamo fare immersi in essa ci portano alla comprensione della nostra condizione esistenziale ultima, la più vera, la più reale e forse quella di cui stiamo rischiando soprattutto oggi di perdere consapevolezza: la coscienza di essere una parte infinitesima del tutto.

In natura poi le situazioni si semplificano ed è più agevole vedere con chiarezza le scelte migliori da compiere e il cammino più giusto: questo ci aiuta a stabilire anche nella vita quotidiana la nostra scala di valori, a dare pesi diversi ai diversi aspetti, rendendoci così più capaci di mettere a fuoco le situazioni in cui ci veniamo a trovare e ad operare quindi le scelte più giuste.

Un esempio allora che può chiarire come, praticando un'attività che si svolge immersi nella natura, si possa accrescere la propria "cultura", rinvigorire la propria coscienza e la propria forza interiore, imparare a vedere e compiere le scelte giuste, sapendone accettare tutte le conseguenze, è quello della navigazione a vela in alto mare, soprattutto quando ci si trova a navigare in un mare agitato, in mezzo alle onde.

In questa situazione le onde che ci sovrastano e ci vengono addosso sono una realtà, anzi sono "la Realtà", la più vera tra le realtà che possiamo sperimentare, così come lo è il mondo in cui viviamo che ci viene addosso in molti modi e molte forme, violente e sottili, condizionandoci, portandoci a volte in alto, sprofondandoci in altri momenti e sommergendoci: in entrambi i casi, nel mare e nella vita, abbiamo a che fare con realtà che ci sovrastano, su cui non possiamo incidere più di tanto in modo diretto, realtà che incontriamo nel nostro cammino e che non possiamo modificare, realtà materiali e realtà spirituali, situazioni oggettive, rapporti con gli altri e così via.

Navigando si ha coscienza della realtà delle onde e tutto sommato è facile accettarle così come sono; dopo un'onda ne viene un'altra, all'infinito, e a nessuno verrebbe mai in mente di fare qualcosa per fermarle, è la realtà del mare, una realtà chiara, semplice e senza equivoci.

Allo stesso modo, confrontandoci con la realtà apparentemente più complicata della nostra vita quotidiana, ci viene dal mare l'insegnamento che è poco saggio, anzi è vano pretendere di cambiare aspetti della realtà in cui ci troviamo e su cui non abbiamo possibilità di intervenire direttamente: meglio prenderne coscienza e accettarli per quel che sono, così come navigando accettiamo senza discutere la realtà delle onde.

Questo non significa essere fatalisti, smettere di agire, anzi !!!

In mare, infatti, se superiamo la paura che ci può cogliere al sopraggiungere delle prime onde che coprono la barca, ci accorgiamo pian piano che quello che ci sembrava terribile in realtà è uno spettacolo grandioso e noi ne facciamo parte. La paura si trasforma pian piano in emozione, poi in gioia e infine in Amore: se riusciamo a trasformare così il nostro sentire nella vita, allora tutto si volge in positivo e si può affrontare qualsiasi situazione.

Il navigante, infatti, sovrastato da forze infinitamente più grandi di lui, può comunque andare dove vuole, a condizione di sapere prima di tutto qual è la sua meta e poi di riuscire a mantenere in sé la memoria della rotta scelta, anche quando gli eventi lo costringono a deviare per qualche tempo da essa: raggiunge il suo intento vivendo in sintonia con la sua realtà, il suo mare, facendo semplicemente delle piccole azioni relativamente insignificanti, piccoli aggiustamenti al timone dati al momento giusto.

Anche nella vita la situazione è analoga: sovrastati da forze immensamente più grandi di noi, anche noi possiamo sempre muoverci verso i nostri obiettivi di vita, se li abbiamo scelti con consapevolezza, se non ne perdiamo la coscienza cammin facendo, se sappiamo piegarci alle forze più grandi di noi senza spezzarci dentro: anche qui come in mare ci basta poi diventare capaci di accettare la mostra realtà, di riuscire ad amarla e da ultimo di provare a muoverci quando possiamo a piccoli passi positivi, dando qualche umile colpetto di timone al momento giusto.




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